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	<title>Be Ingegnere &#124; Ingegneria online: ricerca, costruzioni, progetti ed eventi</title>
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	<description>Il blog sulla professione di ingegnere con news su costruzioni, progetti, grandi opere, norme, leggi ed eventi.</description>
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		<title>Biodry sconfigge l&#8217;umidità di risalita negli edifici</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 09:54:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel corso di un incontro sull&#8217;argomento presso l&#8217;ordine degli architetti di Varese, Daniele Tarabini, responsabie di Biodry, predenta l&#8217;innovaitvo sistema per sconfiggere definitivamente l&#8217;umidità capillare di risalita. Una carrellata di sicuro interesse per i partecipanti del seminario su “Le ricette del restauro” quella che ha visto succedersi materiali e tecniche per il recupero edilizio di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-999" src="http://bearchitetto.it/files/2010/07/sistema-prosciugamento-muri-con-biodry-e1279286327712.jpg" alt="" width="550" height="412" /></p>
<p><em><strong>Nel corso di un incontro sull&#8217;argomento presso l&#8217;ordine degli architetti di Varese, <a title="BEarchitetto" href="http://bearchitetto.it/998/umidita-di-risalita-negli-edifici-biodry-la-sconfigge/" target="_blank">Daniele Tarabini, responsabie di Biodry, predenta l&#8217;innovaitvo sistema per sconfiggere definitivamente l&#8217;umidità capillare di risalita.</a></strong></em></p>
<p>Una carrellata di sicuro interesse per i partecipanti del seminario su “<strong>Le ricette del restauro</strong>” quella che ha visto succedersi materiali e tecniche per il recupero edilizio di qualità. Il <strong>seminario</strong>, il cui focus era sull’umidità di risalita, si è articolato per così dire in due fasi, la prima concernente la “<strong>diagnostica</strong>” e la seconda sulle tecniche ed i materiali innovativi per l’opera di risanamento.</p>
<p><span id="more-873"></span></p>
<p>Il primo intervento “<strong>Umidità di risalita e fenomeni di degrado nell’edilizia storica”</strong>, ha visto<strong> Giulio Mirabella </strong>Roberti &#8211; professore associato dell’<strong>Università degli Studi di Bergamo</strong>, docente supplente nell’area ricerca dell’<strong>Università Iuav di Venezia</strong> &#8211; esporre alcuni casi emblematici, parte di una ricerca tuttora in corso, di costruzioni e restauri effettuati su edifici della Serenissima.</p>
<p>Le problematiche in esame denotavano il <strong>deterioramento delle costruzioni</strong> dovuto all’azione costante degli <strong>elementi naturali </strong>(acqua nel caso di Venezia). La manifestazione del degrado, secondo <strong>Giulio Mirabella Roberti</strong>, non è conseguenza solo delle condizioni esterne ma anche del tipo di muro, vale a dire della sua consistenza e/o porosità.</p>
<p>Poiché il muro si consuma per l’effetto disgregante dei sali presenti nelle <strong>malte </strong>e nell’<strong>acqua </strong>di cui è impregnato, non è sufficiente interrompere il regime di <strong>umidità </strong>ma, per un restauro di qualità che duri nel tempo, occorre anche valutare come il materiale presente ha reagito. <strong>Mattoni </strong>più recenti rispetto a quelli dell’epoca di costruzione, o di composizione diversa, reagiscono in maniera differente, così come le malte.</p>
<p>Si assiste spesso a fenomeni in cui si è privilegiato, nel corso dei <strong>restauri</strong>, l’uso di malte di recente formulazione associate a mattoni di recupero, cioè di vecchia fabbricazione. In questi casi, la <strong>disgregazione </strong>ha assalito in maggior misura i mattoni, fino a distruggerli completamente mentre la malta è rimasta pressoché intatta.</p>
<p><strong>Cantini Lorenzo</strong>, professore a contratto del Politecnico di Milano, Dipartimento di ingegneria strutturale, laboratorio prove materiali, ha introdotto “<strong>La diagnostica del restauro</strong>” spiegando le potenzialità del metodo termografico. Questa metodica consente, partendo dal terreno, di definire la tecnica costruttiva e di accertare la presenza di parti o coperture lignee, o di altri materiali. L’obiettivo è di arrivare ad identificare un modello strutturale della costruzione in esame.</p>
<p>A seguire l’intervento di<strong> Luigi Vantangoli</strong>, esperto di materiali e responsabile tecnico di Quarto Forno &#8211; sistemi bioedili certificati. Secondo <strong>Vantangoli </strong>occorre saper individuare il prodotto giusto secondo il tipo di supporto sul quale si interviene, sottolineando quanto la calce, nella sua semplicità, abbia costituito e costituisca tutt’oggi, salvo casi particolari, il migliore dei materiali per gli intonaci. La conclusione del tecnico è, quindi, che l’avvento del cemento abbia abbassato la durabilità degli intonaci a causa dell’azione corrosiva e disgregante dei sali in esso contenuti, principalmente nitrati, solfati e gesso.</p>
<p>Particolarmente interessante ed appropriato, in questo contesto, l’intervento di<strong> Daniele Tarabini</strong> di <strong>Biodry</strong>.<br />
Biodry infatti offre la soluzione definitiva in caso di umidità da assorbimento. Il dispositivo messo a punto dall’azienda è risolutivo per qualsiasi problematica legata all’umidità dei muri e può essere utilizzato con la sola esclusione dei casi di allagamento. Il servizio di prosciugamento è <strong>garantito per 3 anni</strong>.</p>
<p>Il sistema, in estrema sintesi, consiste nell’applicazione, sui muri interessati da umidità, di un<strong> dispositivo che inverte il differenziale elettrico</strong>. Questo fa sì che l’acqua, anziché risalire,<strong> discenda nel terreno</strong>. Questo intervento comporta la regressione dell’umidità riportandola in determinati parametri, ritenuti naturali ed accettabili perché il muro sia ritenuto asciutto.</p>
<p>Nella fase diagnostica, <strong>Biodry </strong>utilizza l’analisi ponderale che consente di quantificare con esattezza l’umidità di un muro nel suo interno ed effettua a seguire delle verifiche periodiche per accertare che l’umidità sia nei parametri stabiliti.</p>
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		<title>Islanda, convivere con i terremoti con la ricerca e l&#8217;informazione</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Apr 2009 07:24:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerca e Applicazioni]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Islanda, seconda isola d&#8217;Europa per estensione, è da secoli scossa e minacciata da frequenti terremoti.Tuttavia pochissimi i casi di vittime causati dai terremoti. L&#8217;isola principale, che si estende per 500 km da est a ovest e per 300 km da nord a sud, è caratterizzata da altipiani desertici, delta sabbiosi, vulcani, distese di lava e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify"><img class="alignleft size-medium wp-image-845" style="margin: 5px" src="http://beingegnere.it/files/2009/04/iceland_rift-300x262.jpg" alt="" width="300" height="262" /></p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify"><em><strong>L&#8217;Islanda, seconda isola d&#8217;Europa per estensione, è da secoli scossa e minacciata da frequenti terremoti.Tuttavia pochissimi i casi di vittime causati dai terremoti.</strong></em></p>
<p style="text-align: justify">L&#8217;isola principale, che si estende per 500 km da est a ovest e per 300 km da nord a sud, è caratterizzata da altipiani desertici, delta sabbiosi, vulcani, distese di lava e ghiacciai risalenti all&#8217;epoca glaciale.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-842"></span></p>
<p style="text-align: justify">Insomma un clima molto particolare e difficile che non aiuta la costruzione e la gestione di normali attività logistiche e di supporto alle infrastrutture. Solo il 21% delle terre, tutte vicine alla costa, sono considerate coltivabili e abitabili.</p>
<p style="text-align: justify">Dal punto di vista grologico l&#8217;Islanda è una massa terrestre relativamente giovane e soggetta a periodici sconvolgimenti a causa dell&#8217;attivit à vulcanica.</p>
<p style="text-align: justify">I terremoti qui sono piuttosto comuni e le persone si curano solo delle esplosioni vere e proprie, quelle che fanno sorgere un&#8217;isola dove un tempo c&#8217;era solo l&#8217;oceano, oppure quelle che riplasmano la superficie terrestre.</p>
<p style="text-align: justify">Non sorprende che tra scosse ed eruzioni il paesaggio sia privo di alberi (anche se, a dire il vero, grazie a massicci programmi di riforestazione il paese ha alcune foreste e aree di betulle a cespuglio).</p>
<p style="text-align: justify"><em><strong>Anche la frequenza di terromoti è molto alta.</strong></em></p>
<div class="mceTemp" style="text-align: justify">
<dl>
<dt><img class="size-full wp-image-844" style="margin: 5px" src="http://beingegnere.it/files/2009/04/island1.png" alt="Il colore dei cerchi indica il tempo trascorso da quando il terremoto è avvenuto. Il tempo è espresso in ore nella scala cromatica sotto ciascuna immagine." width="366" height="314" /></dt>
<dd>Il colore dei cerchi indica il tempo trascorso da quando il terremoto è avvenuto. Il tempo è espresso in ore nella scala cromatica sotto ciascuna immagine.</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify">Addirittura il servizio nazionale di metereologia permette di visualizzare in<a href="http://www.90est.it/terremoti.html" target="_blank"> </a><a href="http://hraun.vedur.is/ja/englishweb/" target="_blank">tempo reale i terremoti in corso</a> o recenti.</p>
<p style="text-align: justify">Altro punto ben affrontato in Islanda è<strong> la distribuzione della popolazione.</strong></p>
<p style="text-align: justify">Il rischio sismico, oltre che al verificarsi del fenomeno fisico, è indissolubilmente legato alla presenza dell’uomo.</p>
<p style="text-align: justify">Poiché non è possibile prevedere il verificarsi dei terremoti, l’unica strategia applicabile è quella di limitare gli effetti del fenomeno sull’ambiente abitato.</p>
<p style="text-align: justify">Molto spesso in Islanda ci imbattiamo in aree non abitate o costruite che in Italia sarebbero state sicuramente sovraffolate o comunque sfruttate per costruzioni di edifici o infrastrutture.</p>
<p style="text-align: justify">In particolare l&#8217;Islanda si avvale di una solida filosofia ANTI-sismica che permea la  popolazione e la fa consapevole dei rischi ma soprattuto crea una sorta di predisposizione innata tra gli abitanti dell&#8217;Isola ad evitare azioni e attività che accrescano il rischio.</p>
<p style="text-align: justify">Le <strong>attività di comunicazione, informazione e di organizzazione degli interventi di edilizia </strong>hanno sempre puntato a:</p>
<ul style="text-align: justify">
<li>- migliorare la conoscenza del fenomeno, anche attraverso il monitoraggio del territorio e valutando adeguatamente il pericolo a cui è esposto il patrimonio abitativo, la popolazione e i sistemi infrastrutturali;</li>
<li>- attuare politiche di riduzione della vulnerabilità dell’edilizia più antica, degli edifici “strategici” (scuole, ospedali, strutture adibite alla gestione dell’emergenza), attraverso un’ottimizzazione delle risorse utilizzate per il recupero e la riqualificazione del patrimonio edilizio, basta pensare al dibattito sulle</li>
<li>- aggiornare la classificazione sismica e la normativa;</li>
<li>- utilizzare al meglio gli strumenti ordinari di pianificazione, per conseguire nel tempo un riassetto del territorio che tenga conto del rischio sismico e per migliorare l’operatività e lo standard di gestione dell’emergenza a seguito di un terremoto;</li>
<li>- intervenire sulla popolazione con una costante e incisiva azione di informazione e sensibilizzazione.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify"><em><strong><br />
La ricerca:</strong></em></p>
<p style="text-align: justify">L’attività di previsione del danneggiamento degli edifici a seguito di scosse sismiche ha trovato attuazione nello studio e nella ricerca sulle costruzioni in cemento. Il lavoro è stato svolto riesaminando i dati di danno rilevato in alcuni recenti ed importanti terremoti (nell&#8217;<a href="http://www.foxnews.com/story/0,2933,359963,00.html">estate del 2008 una scossa superiore ai 6 gradi </a>Richter ha colpito alcune aree del paese), interpretandoli in modo omogeneo ed aggiornando le stime di vulnerabilità. Studi più specifici hanno riguardato la vulnerabilità strutturale degli edifici in cemento armato, focalizzando l’attenzione su edifici che hanno subito maggiormente i danni dei terremoti.</p>
<p style="text-align: justify">Le vittime e i danni provocati da un terremoto potrebbero essere drasticamente ridotti, e si potrebbe restare tranquilli nelle proprie case durante il passaggio anche di un violento terremoto, se si applicassero capillarmente sui nuovi e sui vecchi edifici le regole dell&#8217;ingegneria antisismica che dispone di una tecnologia ormai estremamente collaudata, perfezionata e affidabile.</p>
<p style="text-align: justify">Si può dire, alla luce del confronto fra terremoti avvenuti in diverse parti del mondo, che in presenza di sismi di pari energia la quantità di vittime e di danni dipende dalle condizioni economiche dei vari Paesi colpiti. Ma come ci insegna l&#8217;Islanda anche dall&#8217;attenzione verso la ricerca e la comunicazione.</p>
<p style="text-align: justify">È una lezione che insegna quanto si possa fare per prevenire i danni e le vittime di questo fenomeno naturale con il quale si potrebbe forse arrivare a convivere più che con qualunque altro violento fenomeno della natura. In questi casi le vittime non sono più dovute al terremoto, ma alla negligenza criminale dei costruttori e degli eventuali controllori.</p>
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		<title>Rischio Sismico, perchè in Italia si muore?</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Apr 2009 09:16:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In Italia, possiamo attribuire alla pericolosità sismica un livello medio-alto, per la frequenza e l’intensità dei fenomeni che si susseguono. Tuttavia una maggiore attenzione nella fase di edificazione assicurerebbe migliore stabilità alle nostre città ed eviterebbe tragedie. L’Italia è uno dei Paesi a maggiore rischio sismico del Mediterraneo, per la frequenza dei terremoti che hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft size-medium wp-image-836" style="margin: 5px" src="http://beingegnere.it/files/2009/04/1021431_dirt_crevice_2.jpg" alt="" width="300" height="224" /><em><strong></strong></em></p>
<p style="text-align: justify"><em><strong>In Italia, possiamo attribuire alla pericolosità sismica un livello medio-alto,  per la frequenza e l’intensità dei fenomeni che si susseguono. Tuttavia una maggiore attenzione nella fase di edificazione assicurerebbe migliore stabilità alle nostre città ed eviterebbe tragedie.</strong></em></p>
<p style="text-align: justify">L’Italia è uno dei Paesi a maggiore rischio sismico del Mediterraneo, per la frequenza dei terremoti che hanno storicamente interessato il suo territorio e per l’intensità che alcuni di essi hanno raggiunto, determinando un impatto sociale ed economico rilevante. Tuttavia altri paesi vivono lo stesso &#8220;incubo&#8221;, ma probabilmente con maggiore serenità dovuta alla cosiddetta &#8220;prevenzione nell&#8217;edificare&#8221;.<br />
<span id="more-835"></span><br />
Quando sono andato in Islanda nel 1980, avevo scoperto che è un paese estremamente sismico; in un luogo avevo addirittura visto un cartello che diceva:<em>&lt;Attenti ai terremoti&gt;! </em></p>
<p style="text-align: justify">Come mai non si hanno mai notizie di disastri e di morti da terremoti in Islanda?</p>
<p style="text-align: justify">Tornando a noi dipende da come sono costruite le case; quelle più vecchie sono casette in legno, che resistono benissimo per loro natura; quelle nuove, invece, non superano mai 3 o 4 piani e non sono fatte da un telaio di travi e colonne in cemento armato, con i muri di tamponamento in mattoni, ma sono delle scatole interamente in cemento armato, con aperture per porte e finestre.</p>
<p style="text-align: justify">Una struttura del genere si può inclinare,deformare, lesionare, ma non può crollare. Mi dicevano che lì le case nuove erano molto costose, per come sono costruite. Questa è la vera edilizia antisismica.</p>
<p style="text-align: justify">Finchè i palazzinari italiani pretenderanno di costruire case di 6 o più piani con telaio in cemento armato, lì la sicurezza antisismica non ci sarà mai.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Euromaintenance 2010: appuntamento a Verona</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Apr 2009 08:40:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La XX edizione dell’evento internazionale per la manutenzione industriale si svolgerà dal 12 al 14 maggio al Centro Congressi di Veronafiere Euromaintenance, l’evento internazionale itinerante sulla manutenzione industriale, nel 2010 per la sua XX edizione approda in Italia. Nel 2008, l’appuntamento di Bruxelles ha visto la partecipazione al congresso di oltre 700 manager e responsabili [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://bepiccoloimprenditore.it/files/2009/04/euromantainance.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-467" src="http://bepiccoloimprenditore.it/files/2009/04/euromantainance.jpg" alt="" width="400" height="320" /></a></p>
<p style="text-align: justify"><em><strong>La XX edizione dell’evento internazionale per la manutenzione industriale si svolgerà dal 12 al 14 maggio al Centro Congressi di Veronafiere</strong></em></p>
<p style="text-align: justify">Euromaintenance, l’evento internazionale itinerante sulla manutenzione industriale, nel 2010 per la sua<strong> XX edizione</strong> approda in Italia. Nel 2008, l’appuntamento di Bruxelles ha visto la partecipazione al congresso di oltre 700 manager e responsabili manutenzione / operations provenienti da ben 47 Paesi, oltre 200 aziende espositrici e un totale di 5000 operatori professionali in visita.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-833"></span></p>
<p style="text-align: justify">La nuova edizione di Euromaintenance è in programma dal <strong>12 al 14 maggio 2010</strong> e si svolgerà a <strong>Veronafiere</strong>. L’organizzazione dell’evento è stata affidata ad <strong>EIOM</strong> Ente Italiano Organizzazione Mostre, dal 1956 leader in Italia nel settore delle manifestazioni industriali e ideatore di <strong>MCM</strong>, la mostra divenuta in due sole edizioni l’evento di riferimento italiano per la manutenzione industriale. <strong>AIMAN</strong> (Associazione Italiana Manutenzione) ne sovrintenderà invece agli aspetti scientificoculturali, con l’ausilio delle diverse associazioni facenti parte di <strong>EFNMS</strong> (la Federazione Europea delle Società Nazionali di Manutenzione).</p>
<p style="text-align: justify">Anche l’edizione italiana di Euromaintenance sarà strutturata in una parte <strong>congressuale</strong> ed una <strong>espositiva</strong>, con il grande congresso internazionale di rilievo mondiale (per tematiche trattate e qualità delle memorie) abbinato alla presenza delle maggiori aziende del settore. Il congresso si rivolge ad un target molto elevato, costituito da manager e responsabili operations, responsabili di manutenzione, direttori di stabilimento, project managers,specialisti in efficienza ed affidabilità degli impianti, consulenti, ricercatori ecc.</p>
<p style="text-align: justify">Le tematiche che verranno trattate in sede congressuale affrontano gli argomenti di maggior interesse per gli operatori e spaziano dalla manutenzione predittiva, su condizione e predeterminata al <strong>RAM Engineering</strong> (affidabilità, disponibilità, manutentibilità); dal come aumentare le performance del personale manutentivo ai miglioramenti nella gestione energetica e nella compatibilità ambientale; dalla riduzione nei costi di esercizio al revamping di impianti industriali; dalla <strong>E-Maintenance</strong> (Cmms, Rfid, Infomobility) alle innovazioni tecnologiche ecc. Molto importante risulta, inoltre, il coinvolgimento diretto di<strong> OSHA</strong>, Agenzia Europea per la Sicurezza e la Salute, che ha incluso Euromaintenance 2010 tra gli appuntamenti cardine della Campagna della <strong>Commissione Europea </strong>2010/2011 per la riduzione e la prevenzione degli infortuni sul lavoro e durante le attività di manutenzione.</p>
<p style="text-align: justify">Le memorie, e l’interesse specifico degli operatori in visita, si concentreranno sulla <strong>manutenzione</strong> per l’industria di processo (Oil &amp; Gas, Chimico &amp; Petrolchimico, Cemento ecc.), la produzione di energia (gas, carbone, nucleare, fonti alternative ecc.), l’industria manifatturiera (automobilistica, plastica, aeronautica, elettronica ecc.), l’industria farmaceutica, quella alimentare e delle bevande, le altre industrie “pesanti” (estrazione mineraria, acciaio, carta ecc.), senza dimenticare le infrastrutture e i trasporti (porti e aeroporti, ferrovie, strade, elettricità, fornitura acqua e gas, telecomunicazioni, reti di trasporto ecc.), le facilities e la manutenzione del costruito ecc. Il tutto anche attraverso l’analisi di <strong>case histories e workshop</strong> riguardanti l&#8217;esecuzione di interventi di manutenzione o la loro progettazione, fino alla budgettizzazione e al <strong>benchmarking</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Oltre al congresso Verona ospiterà come detto anche la grande manifestazione internazionale collegata, aperta alle principali aziende del settore, le quali avranno anche la possibilità di contribuire ai lavori tramite <strong>workshop tecnico-applicativi</strong> per presentare agli operatori in visita le proprie soluzioni sulle tematiche “calde”.</p>
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		<title>Ordine Ingegneri, bene chiusura procedura infrazione per B1</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Mar 2009 13:54:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8221;La chiusura della procedura di infrazione da parte della Commissione Europea e&#8217; una ottima notizia per tutta la citta&#8217; di Roma&#8221;. E&#8217; quanto afferma il presidente dell&#8217;Ordine degli Ingegneri di Roma, Francesco Duilio Rossi. &#8221;Quando saranno terminati i lavori, Roma disporra&#8217; di una linea metropolitana che rappresentera&#8217; un mezzo fondamentale per la mobilita&#8217; di moltissimi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><em><strong>&#8221;La chiusura della procedura di infrazione da parte della Commissione Europea e&#8217; una ottima notizia per tutta la citta&#8217; di Roma&#8221;. E&#8217; quanto afferma il presidente dell&#8217;Ordine degli Ingegneri di Roma, Francesco Duilio Rossi.</strong></em></p>
<p style="text-align: justify">&#8221;Quando saranno terminati i lavori, Roma disporra&#8217; di una linea metropolitana che rappresentera&#8217; un mezzo fondamentale per la mobilita&#8217; di moltissimi cittadini.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-767"></span></p>
<p style="text-align: justify">E&#8217; una decisione importante che conforta la scelta della Amministrazione Comunale a puntare sul trasporto su ferro e sul rafforzamento delle linee metropolitane. Per decongestionare Roma dal traffico e migliorare la qualita&#8217; della vita dei cittadini occorre realizzare parcheggi di scambio e moltiplicare il servizio pubblico di trasporto in tutte le forme possibili&#8221;, conclude.</p>
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		<title>A Bologna, il XIII Convegno di Ingegneria Sismica</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Mar 2009 13:54:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[formazione e convegni]]></category>
		<category><![CDATA[ingegneria sismica]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>

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		<description><![CDATA[Il XIII Convegno di Ingegneria Sismica, organizzato da ANIDIS “Associazione Nazionale di Ingegneria Sismica” e l’Università di Bologna, in collaborazione con l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Bologna, si terrà dal 28 giugno al 2 Luglio 2009 a Bologna. Il convegno fornirà un’occasione di incontro a professionisti, ricercatori e operatori del settore, i quali avranno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><em><strong>Il XIII Convegno di Ingegneria Sismica, organizzato da ANIDIS “Associazione Nazionale di Ingegneria Sismica” e l’Università di Bologna, in collaborazione con l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Bologna, si terrà dal 28 giugno al 2 Luglio 2009 a Bologna.</strong></em></p>
<p style="text-align: justify">Il convegno fornirà un’occasione di incontro a professionisti, ricercatori e operatori del settore, i quali avranno modo di confrontarsi sulle moderne conoscenze e tecniche di protezione antisismica.<br />
<span id="more-769"></span><br />
Il convegno dedicherà particolare attenzione al dibattito svoltosi negli ultimi anni in merito all’adeguamento della normativa antisismica nazionale, la quale, con le Norme Tecniche per le Costruzioni, ha acquisito un assetto stabile e valido sia dal punto di vista tecnico che scientifico, in armonia con gli Eurocodici ma con una serie di specificità derivanti dall’esperienza nazionale in tema di progettazione strutturale in zona sismica.</p>
<p>Il Convegno ANIDIS rappresenta un’occasione di confronto fra coloro che operano nel settore dell’Ingegneria Sismica. Saranno presentati studi originali sul piano della ricerca scientifica nel settore, nonché contributi di valenza applicativa.</p>
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		<title>Lavorare in CAD, da Hyundai i nuovi monitor per il 3D</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Mar 2009 13:54:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[CAD]]></category>
		<category><![CDATA[3D]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro e strumenti]]></category>
		<category><![CDATA[tools]]></category>

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		<description><![CDATA[Hyundai ImageQuest Italy ha presentato i nuovi monitor predisposti per immagini, video e giochi a 3 dimensioni. Grazie alla tecnologia utilizzata (Stereoscopia passiva a polarizzazione circolare), i nuovi monitor Hyundai rispondono a tutte le applicazioni tridimensionali, compresi i modelli 3D creati con software Cad. Oltre all&#8217;uso professionale, i display sono adatti ai sistemi di sicurezza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-772" style="margin: 5px" src="http://beingegnere.it/files/2009/03/151524_303.jpg" alt="" width="212" height="62" /><em><strong></strong></em></p>
<p style="text-align: justify"><em><strong>Hyundai ImageQuest Italy ha presentato i nuovi monitor predisposti per immagini, video e giochi a 3 dimensioni. </strong></em></p>
<p style="text-align: justify">Grazie alla tecnologia utilizzata (Stereoscopia passiva a polarizzazione circolare), i nuovi monitor Hyundai rispondono a tutte le applicazioni tridimensionali, compresi i modelli 3D creati con software Cad.<br />
<span id="more-771"></span><br />
Oltre all&#8217;uso professionale, i display sono adatti ai sistemi di sicurezza e all&#8217;uso come display informativi-pubblicitari o con applicazioni multimediali 3D come i videogiochi di ultima generazione. Disponibili nei formati widescreen da 22, 24 e 46 pollici, i monitor Hyundai sono corredati di un software 3D e di un paio di occhiali polarizzati per la visione. Sono in vendita a partire da 899 euro</p>
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